Il Lavatoio Contumaciale ha ospitato la mostra “dont´t take no for an answer“ cui hanno partecipato, con diversi approcci e molteplici metodi di lavoro gli artisti Antonio Amendola, Daniel Bacalov, Tomaso Binga, Maria Grazia Calandrone, Carlo Caloro, Emiliano Campagnola vite3 Muvideo VIDEOVORA ON, EMG, Britta Lenk, Paolo Musio, Stefano Odoardi, Stefano Savi Scarponi.
Essi invitano alla discussione circa la definizione e al significato della immagine contemporanea analizzata attraverso l´incontro e gli strumenti propri delle diverse discipline, fotografia, video, pittura, performance.
Indipendentemente dal media utilizzato nella produzione delle immagini, le trasformazioni operate dagli artisti realizzano e indicano una continua attenzione verso quei meccanismi che regolano il rapporto tra immagine e realtà. Le convenzioni del senso comune diventano la superficie di riflessione di diversi approcci concettuali, tutti i lavori presenti cercano di registrare le vibrazioni, che sfuggono ai sensi, al senso comune e al flagello dell´ovvio.
La net-poetry è per la prima volta alla Biennale di Venezia del 2001 - curata da Harald Szeemann - con l'evento on line "Azione Parallela-Bunker", realizzato dalla Davinio nel contesto dell'istallazione Bunker Poetico, dell'artista Marco Nereo Rotelli. L'"Azione-Parellala" on line si sviluppa in modo coordinato e contemporaneamente alle performance reali all'Orsogrill delle Artiglierie, durante l'inaugurazione. Nasce, così, un sistema di relazioni tra eventi poetici reali e virtuali, che si completano e determinano reciprocamente in una circolazione di materiali, dati, contatti e comunicazione. Il tutto costituisce una nuova struttura di "opera poetica", vicina all'happening, a Fluxus, alla mail-art, all'arte relazionale, arricchiti da una connotazione elettronica e telematica, densa di sviluppi.

Il progetto nasce dai dibattiti e delle tavole rotonde tenutesi durante il workshop di FF3300 all'interno della manifestazione di Enzimi 07, svoltasi nel 2007 all'ex Mattatoio di Roma.
Il leitmotiv del lavoro è l'analisi dell'interazione tra “segno e significato”; nel caso specifico del Segno Alfabetico e dei contesti di significato che esso può creare: il progetto si propone cioè di astrarre, svelare, desumere, ricreare, individuare “dalla” e “nella” realtà dei luoghi i simboli grafici, che vanno a comporre un alfabeto di materiali e di minuscoli frammenti inattesi di realtà.
L'ampia tematica della trasformazione si arricchisce poi della poesia spontanea degli stessi elementi osservati: graffi, ruggini, corrosioni naturali ed artificiali, create dall'uomo; ferite della memoria capaci di mutare il senso ultimo delle cose.
Il cambiamento rappresentato è dunque molteplice:
- lo spazio che si trasforma attraverso le trasformazioni del tempo
- la caleidoscopica capacità di significazione delle forme
- la potenza evocatrice delle lettere, che, di per sé, si combinano ogni volta a
creare infiniti contesti di significato.
Questi gli elementi cardine di x-change, che si diverte a mostrare la fragilità e la natura effimera del significato in rapporto al segno, che sottolinea l'importanza della soggettività nella comprensione e rappresentazione degli eventi.
Lo strumento artistico scelto per l'opera è la fotografia, il mezzo attraverso cui è possibile immortalare qualsiasi realtà nello spazio definito del fotogramma.