design

vesoi: re-cycle lamp


La richiesta dell'azienda che produce lampade Vesoi è stata quella di esprimere una serie di concept ed idee di lampade: l'aspetto fondamentale è quello di considerare il tema del riciclo creativo, un "design riciclato", di trasformazione dell'idea comune di "oggetto" lampada, di giocare a stravolgere l'iconografia, di pensare ecologico e di una sostenibilità del prossimo futuro.
Nel provare ad atteggiarsi "pop" nell'eccezione letterale del termine (leggi: "popular") è nato e sviluppato il progetto senza creare capolavori, ma con lo scopo di ribaltare con un colpo teatrale, il finale di scena di un percorso di ricerca.

"La cultura popolare è un continuo manifestarsi di fantasia, di creatività e di invenzione. (...) Ripetere pedestremente un valore, senza fantasia, vuol dire non continuare la tradizione ma fermarla, farla morire. La tradizione è la somma dei valori oggettivi della collettività e la collettività deve continuamente rinnovarsi se non vuole deperire." _Bruno Munari (da "Fantasia", Ed. Laterza)

cover slamp: vers 2.0


La scelta dell'iconismo: tra solitudine e globalizzazione.

La proposta grafica per una linea di abbigliaggio di lampade Slamp rappresenta la necessità di rappresentare seguendo la tipologia rappresentativa iconica per poter adottare figure portatrici di contenuti convenzionali e naturali riconoscibili e mezzo per comunicare su un terreno comune. L'adozione dell'immagine iconica offre la possibilità di associare un significato a un significante, sia per scelta culturale, contrattuale, sia per ragioni istintuali che riflettono un medesimo approccio dell'uomo con i sentimenti e le naturali reazioni emotive e ragionative che riguardano l'individuo che vive e conosce mediante esperienze condivisibili. La profonda arbitrarietà interpretativa che riguarda il rapporto con forme non riconoscibili, astrattive, non impedisce certo la scelta di sperimentare la conoscenza di immagini materico-estetiche che comunicano sensazioni e messaggi sganciati da una tradizionale interpretazione, ma in una prima fase cognitiva e informativa complica l'incontro tra vedente e non vedente; incontro impostato principalmente sulla ricerca di un punto di contatto e sulla condivisione di informazioni generate da un supporto che permette di intendersi sulla discussione di un soggetto. La trasposizione in immagine, in questo senso, diventa strumento linguistico che possiede una propria grammatica, fatta di morfologia e sintassi. Le parti di un discorso, come le parti di un'immagine, vengono quindi accostate e articolate funzionalmente all'esito che si vuole ottenere. In un dialogo comune, il rapporto con forme e contenuti dominabili perchè classificabili, deve passare attraverso una codificazione che non impedisca alle forme e ai contenuti di esercitare un potere evocativo ed emozionante in grado di trascendere il livello della mera codificazione. In una concezione estensiva del potere cooscitivo dell'interpretazione, l'immagine si offre come sintesi di concetti circoscrivibili, più vicini al mondo del codice e dell'allegoria, e di idee e percezioni sensoriali, più vicine al mondo del simbolo. L'assunzione di immagini portatrici di contenuti allegorici e simbolici dipende quindi dalla ricaduta positiva che il rapporto con il codice condivisibile e l'immagine archetipica genera nell'essere umano.