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radiohead 3d


pubblicato da colore - 23 Luglio, 2008 - 10:23
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L'era dei video open source: ecco la nuova clip dei Radiohead

Quella di "House of cards", girata senza telecamere o luci, realizzata con tecnologie 3d. Le immagini sono modificabili e si possono condividere su YouTube

La musica nell'era di Matrix, è sicuramente quella dei Radiohead. Solo la rock band inglese di Thom Yorke in questo momento è in grado di girare il video del nuovo singolo "House of Cards" senza telecamera, con tecnologie digitali all'avanguardia - tanto per capirsi tipo quelle di Street View di Google - e condividere con i propri fan i dati, in modo da poter modificare le immagini e inventare infinite versioni della clip.

Le novità. La prima sorprendente idea è che grazie a queste tecnologie l'utente che sta ascoltando il video può navigarci dentro, spostare l'inquadratura e cambiarne la prospettiva. L'altra invenzione è del tutto futuristica: grazie all'alleanza con Google Code tramite un apposito visore, gli utenti potranno "addirittura mettere mano direttamente sui dati per realizzare appositi remix", come si legge sul blog di Google Italia. Mentre il testo e la musica della canzone sono protetti dal diritto d'autore, il video è manipolabile dagli utenti, usando la licenza Creative Commons e grazie al codice "opensource" offerto da Google Code.

Chiunque vada su Google Code può creare una propria versione del video e condividerla poi con un gruppo di appassionati su YouTube. Anche se il video è stato pubblicato sul web solo il 13 luglio scorso, è stato visto già da oltre un milione e seicento mila utenti. Invece i video manipolati e condivisi dal gruppo di fan sono fino ad ora pochi, meno di trenta.

Il video. House of Cards è stato realizzato con due sistemi di acquisizione di video 3D: uno è Geometric Informatics, che produce luci strutturate per catturare dettagliate immagini in tre dimensioni a breve distanza, l'altro utilizza la tecnologia Velodyne LIDAR, che crea una specie di mappa dell'area circostante disegnando un'immagine a tre dimensioni, tramite 64 raggi laser che ruotano a 360 gradi, 900 volte al minuto. Sono tecnologie di scannerizzazione tridimensionale che, acquisendo le informazioni sulle forme e sulle distanze degli oggetti, creano una serie di dati che vanno a formare una descrizione geometrica della scena.

Il risultato non è un'immagine digitale "classica", come una foto, ma delle figure costruite da un insieme di punti. Per chi ha visto il video è facile ricordare come il viso del cantante si distrugge e si ricrea con questi punti che sembrano prendere vita, illuminarsi e volare via.

di FRANCESCA GUINAND dal sito di repubblica.it





heart chamber orchestra


pubblicato da colore - 30 Giugno, 2008 - 14:56
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Ascolta il suono del tuo cuore.

La "Heart Chamber Orchestra" eseguita da 12 musicisti classici e il team di artisti TERMINALBEACH, consiste in una composizione digitale e una visualizzazione in tempo reale controllata dai battiti cardiaci dei performer. Mentre suonano, ciascuno dei 12 musicisti è collegato ad una macchina ECG (Elettro Cardiogramma) con un computer che analizza la frequenza del battito cardiaco. Le informazioni acquisite sono quindi raccolte e usate per comporre simultaneamente un brano. Inoltre, mentre essi suonano, i loro battiti possono influenzare e alterare la musica stessa, similmente ad un meccanismo di feedback dove il risultato acquista in intensità man mano che gli esecutori continuano a suonare. All'inizio non ci sono indicazioni a cui il musicista puù rifarsi. Per questo motivo, non c'è maniera per loro di effettuare delle prove della performance, che risulta dinamica e in grado di cambiare in ogni istante. Essendo quindi ogni performance unica, nello sperimentare performance ripetute, gli spettatori saranno in grado di misurare i livelli di stress dei performer stessi e in cambio di fruire di uno show diverso per ogni evento.

articolo di Jonah Brucker Cohen, su neural.it





airside


pubblicato da colore - 21 Giugno, 2008 - 11:57
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Vedere la musica
Airside è stata fondata nel 1998, quando tre freelance di Londra che dividevano uno studio decisero di riunire le forze. Da allora l'azienda è cresciuta fino a diventare uno studio creativo multidisciplinare che produce opere divertenti e innovative. Uno dei soci, Fred Deakin, è un musicista della band Lemon Jelly. I lavori di Airside abbinano spesso suoni ed elementi visivi in modi molto interessanti.





graffiti research lab


pubblicato da colore - 18 Giugno, 2008 - 10:43
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Spazi reali e spazi virtuali, città e nuovi media.
Sono questi i campi dove si misurano i nuovi scontri semantici, fatti di messaggi massificati e pre-digeriti da una parte e libera circolazione, manipolazione ed espressione di idee dall'altra.
I protagonisti: le grandi compagnie, che comprano spazi pubblicitari per innescare quel consumismo che costituisce la base della loro economia da un lato, e i singoli individui, magari raccolti in piccoli gruppi indipendenti che usano le nuove tecnologie per realizzare mezzi d'espressione e Internet per comunicare e aggregarsi dall'altro.

A New York, uno dei gruppi più attivi in questo senso è quello dei GRL - Graffiti Research Lab, think tank creato da Evan Roth and James Powderly che combina tecnologie open source e pratiche di attivismo metropolitano. Alcuni dei loro strumenti di comunicazione non allineata sono stati messi all'opera da loro stessi o da gruppi di individui che hanno sviluppato i loro progetti pubblicati sul Web, non solo a New York, ma in altre città di tutto mondo. Dai LED Throwies, LED colorati e dotati di una calamita diventati involontariamente “famosi” grazie ad un episodio di guerrilla marketing orchestrato da un'agenzia pubblicitaria e scambiato nientemeno che per un attacco terroristico, al LASER Tag, che “spara” su palazzi e strutture architettoniche non vernice, bensì il fascio di luce di un videoproiettore che riproduce scritte e disegni tracciati con un puntatore laser.

da: WRITERS AS HACKERS AS ARTISTS
Txt: Monica Ponzini (digicult.it)





freefarm


pubblicato da colore - 16 Giugno, 2008 - 09:55
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video & sound designer





universal everything


pubblicato da colore - 16 Giugno, 2008 - 09:41
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Universal Everything è uno studio multidisciplinare virtuale guidato da Matt Pyke. Dal suo home office a Sheffield, Matt collabora con designer, programmatori, musicisti e animatori in tutto il mondo. UE vanta un lungo elenco di clienti, fra cui Nike, MTV, Samsung e CNN, nonché il coinvolgimento in progetti artistici collaborativi in via di sviluppo.





d-fuse


pubblicato da colore - 15 Giugno, 2008 - 18:17
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Lo studio londinese D-Fuse unisce performance live con opening artistici, fondono improvvisazione con arte visiva attentamente studiata per creare spettacoli esplosivi e installazioni d'effetto.
"Non ci sentiamo legati a uno stile particolare e ci piace esplorare le cose da un punto di vista concettuale" spiega Keri Elmsly, producer di D-Fuse. "Si potrebbe dire che il nostro lavoro è basato sulla grafica, ma giustapposto con un tocco incredibilmente cinematografico".

D-Fuse non si lega ad un particolare stile grafico e a nessuna specifica modalità artistica. Lo studio ha progettato e realizzato cover di album, pubblicità per la stampa e per la televisione, installazioni artistiche, DVD e trasmissioni VJ live. Mixano i contenuti: video, grafica animata, immagini fisse e musica.