L'era dei video open source: ecco la nuova clip dei Radiohead
Quella di "House of cards", girata senza telecamere o luci, realizzata con tecnologie 3d. Le immagini sono modificabili e si possono condividere su YouTube
La musica nell'era di Matrix, è sicuramente quella dei Radiohead. Solo la rock band inglese di Thom Yorke in questo momento è in grado di girare il video del nuovo singolo "House of Cards" senza telecamera, con tecnologie digitali all'avanguardia - tanto per capirsi tipo quelle di Street View di Google - e condividere con i propri fan i dati, in modo da poter modificare le immagini e inventare infinite versioni della clip.
Le novità. La prima sorprendente idea è che grazie a queste tecnologie l'utente che sta ascoltando il video può navigarci dentro, spostare l'inquadratura e cambiarne la prospettiva. L'altra invenzione è del tutto futuristica: grazie all'alleanza con Google Code tramite un apposito visore, gli utenti potranno "addirittura mettere mano direttamente sui dati per realizzare appositi remix", come si legge sul blog di Google Italia. Mentre il testo e la musica della canzone sono protetti dal diritto d'autore, il video è manipolabile dagli utenti, usando la licenza Creative Commons e grazie al codice "opensource" offerto da Google Code.
Chiunque vada su Google Code può creare una propria versione del video e condividerla poi con un gruppo di appassionati su YouTube. Anche se il video è stato pubblicato sul web solo il 13 luglio scorso, è stato visto già da oltre un milione e seicento mila utenti. Invece i video manipolati e condivisi dal gruppo di fan sono fino ad ora pochi, meno di trenta.
Il video. House of Cards è stato realizzato con due sistemi di acquisizione di video 3D: uno è Geometric Informatics, che produce luci strutturate per catturare dettagliate immagini in tre dimensioni a breve distanza, l'altro utilizza la tecnologia Velodyne LIDAR, che crea una specie di mappa dell'area circostante disegnando un'immagine a tre dimensioni, tramite 64 raggi laser che ruotano a 360 gradi, 900 volte al minuto. Sono tecnologie di scannerizzazione tridimensionale che, acquisendo le informazioni sulle forme e sulle distanze degli oggetti, creano una serie di dati che vanno a formare una descrizione geometrica della scena.
Il risultato non è un'immagine digitale "classica", come una foto, ma delle figure costruite da un insieme di punti. Per chi ha visto il video è facile ricordare come il viso del cantante si distrugge e si ricrea con questi punti che sembrano prendere vita, illuminarsi e volare via.
di FRANCESCA GUINAND dal sito di repubblica.it