Prendiamo una normale performance live di un dj, collegato con tanti vj-ing che rubano immagini delle discipline olimpiche e i loro rispettivi rumori/suoni,in tempo reale con un videofonino...
Si collegano tra loro in rete ed il risultato: un mix di musica e filmati in tempo reale su un palco; il tutto con intelligenza e gusto.
E' la consacrazine del fenomeno della Vj Art. Da linguaggio underground a vera espressione da massmedia.
Nato come accompagnamento, "visualizzazione" dell'immaginario musicale, assurge col tempo a Vj Art, espressione iconografica in stretta relazione con la sperimentazione musicale.
Le video performance dei vj é un modo eterogeneo per stili e gusti compositivi ma accumunato da una "filosofia" e soprattutto da una pratica, da una "gestualità" nel comporre che merita approfondimenti, in quanto specchio di nuove sensibilità che si affacciano nel mondo dei produttori di comunicazione visiva.
L'era dei video open source: ecco la nuova clip dei Radiohead
Quella di "House of cards", girata senza telecamere o luci, realizzata con tecnologie 3d. Le immagini sono modificabili e si possono condividere su YouTube
La musica nell'era di Matrix, è sicuramente quella dei Radiohead. Solo la rock band inglese di Thom Yorke in questo momento è in grado di girare il video del nuovo singolo "House of Cards" senza telecamera, con tecnologie digitali all'avanguardia - tanto per capirsi tipo quelle di Street View di Google - e condividere con i propri fan i dati, in modo da poter modificare le immagini e inventare infinite versioni della clip.
Le novità. La prima sorprendente idea è che grazie a queste tecnologie l'utente che sta ascoltando il video può navigarci dentro, spostare l'inquadratura e cambiarne la prospettiva. L'altra invenzione è del tutto futuristica: grazie all'alleanza con Google Code tramite un apposito visore, gli utenti potranno "addirittura mettere mano direttamente sui dati per realizzare appositi remix", come si legge sul blog di Google Italia. Mentre il testo e la musica della canzone sono protetti dal diritto d'autore, il video è manipolabile dagli utenti, usando la licenza Creative Commons e grazie al codice "opensource" offerto da Google Code.
Chiunque vada su Google Code può creare una propria versione del video e condividerla poi con un gruppo di appassionati su YouTube. Anche se il video è stato pubblicato sul web solo il 13 luglio scorso, è stato visto già da oltre un milione e seicento mila utenti. Invece i video manipolati e condivisi dal gruppo di fan sono fino ad ora pochi, meno di trenta.
Il video. House of Cards è stato realizzato con due sistemi di acquisizione di video 3D: uno è Geometric Informatics, che produce luci strutturate per catturare dettagliate immagini in tre dimensioni a breve distanza, l'altro utilizza la tecnologia Velodyne LIDAR, che crea una specie di mappa dell'area circostante disegnando un'immagine a tre dimensioni, tramite 64 raggi laser che ruotano a 360 gradi, 900 volte al minuto. Sono tecnologie di scannerizzazione tridimensionale che, acquisendo le informazioni sulle forme e sulle distanze degli oggetti, creano una serie di dati che vanno a formare una descrizione geometrica della scena.
Il risultato non è un'immagine digitale "classica", come una foto, ma delle figure costruite da un insieme di punti. Per chi ha visto il video è facile ricordare come il viso del cantante si distrugge e si ricrea con questi punti che sembrano prendere vita, illuminarsi e volare via.
di FRANCESCA GUINAND dal sito di repubblica.it
Ascolta il suono del tuo cuore.
La "Heart Chamber Orchestra" eseguita da 12 musicisti classici e il team di artisti TERMINALBEACH, consiste in una composizione digitale e una visualizzazione in tempo reale controllata dai battiti cardiaci dei performer. Mentre suonano, ciascuno dei 12 musicisti è collegato ad una macchina ECG (Elettro Cardiogramma) con un computer che analizza la frequenza del battito cardiaco. Le informazioni acquisite sono quindi raccolte e usate per comporre simultaneamente un brano. Inoltre, mentre essi suonano, i loro battiti possono influenzare e alterare la musica stessa, similmente ad un meccanismo di feedback dove il risultato acquista in intensità man mano che gli esecutori continuano a suonare. All'inizio non ci sono indicazioni a cui il musicista puù rifarsi. Per questo motivo, non c'è maniera per loro di effettuare delle prove della performance, che risulta dinamica e in grado di cambiare in ogni istante. Essendo quindi ogni performance unica, nello sperimentare performance ripetute, gli spettatori saranno in grado di misurare i livelli di stress dei performer stessi e in cambio di fruire di uno show diverso per ogni evento.
articolo di Jonah Brucker Cohen, su neural.it