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la cultura che verrà: la comunicazione visiva come strumento trasparente, per un libero accesso a risorse e saperi


pubblicato da colore - 18 Gennaio, 2012 - 11:49
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Progettare l’identità visiva di un’istituzione, di un evento è un lavoro tanto seducente quanto complesso, per i tanti rimandi culturali che il progettista deve tener insieme per definire visivamente quanto gli viene commissionato, specialmente quando si tratta di istituzioni o di eventi culturali.
Sostanzialmente il progettista produce e seleziona quei “segni” che andranno a definire un determinato ente. La comunicazione prodotta sarà coordinata alle linee guida stabilite dal progettista, per rendere immediatamente riconducibile qualsiasi “prodotto” di comunicazione alla “casa madre” di cui è espressione.
Come progettisiti la nostra funzione è quella di favorire fondamentalmente il flusso di informazioni, del tutto eterodiretto, in un certo senso certamente “indirizzarlo”, “orientarlo”, ma non certo governarlo.
Il progetto sarà efficace e coerente se favorirà il procedere del flusso, e tutte le categorie con le quali analizziamo i progetti di comunicazione, etiche, politiche, funzionali e quant’altro, saranno “vere” se la loro retorica soggettivistica sarà uno strumento che favorisce l’incedere delle informazioni.