Spazi reali e spazi virtuali, città e nuovi media.
Sono questi i campi dove si misurano i nuovi scontri semantici, fatti di messaggi massificati e pre-digeriti da una parte e libera circolazione, manipolazione ed espressione di idee dall'altra.
I protagonisti: le grandi compagnie, che comprano spazi pubblicitari per innescare quel consumismo che costituisce la base della loro economia da un lato, e i singoli individui, magari raccolti in piccoli gruppi indipendenti che usano le nuove tecnologie per realizzare mezzi d'espressione e Internet per comunicare e aggregarsi dall'altro.
A New York, uno dei gruppi più attivi in questo senso è quello dei GRL - Graffiti Research Lab, think tank creato da Evan Roth and James Powderly che combina tecnologie open source e pratiche di attivismo metropolitano. Alcuni dei loro strumenti di comunicazione non allineata sono stati messi all'opera da loro stessi o da gruppi di individui che hanno sviluppato i loro progetti pubblicati sul Web, non solo a New York, ma in altre città di tutto mondo. Dai LED Throwies, LED colorati e dotati di una calamita diventati involontariamente “famosi” grazie ad un episodio di guerrilla marketing orchestrato da un'agenzia pubblicitaria e scambiato nientemeno che per un attacco terroristico, al LASER Tag, che “spara” su palazzi e strutture architettoniche non vernice, bensì il fascio di luce di un videoproiettore che riproduce scritte e disegni tracciati con un puntatore laser.
da: WRITERS AS HACKERS AS ARTISTS
Txt: Monica Ponzini (digicult.it)
Banksy è contro la guerra, è anti-capitalistico, anti-istituzionale e a favore della pace.
Banksy è lo pseudonimo di un autore di graffiti inglese di Bristol.
Le sue opere sono spesso a sfondo satirico e riguardano argomenti come la politica, la cultura e l'etica. I suoi graffiti, fatti con una tecnica di disegno distintiva e particolare, sono apparsi a Londra e in molte città del mondo.