botto § bruno


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pubblicato da colore - 29 Giugno, 2008 - 09:26
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I maestri delle periferie desolate.

Gianfranco Botto è nato nel 1963 a Torino; Roberta Bruno è nata nel 1966 a Torino. Vivono e lavorano a Torino.

Protagonista delle opere di Botto & Bruno è il concetto di marginalità, intesa come espressione di disagio giovanile e di degrado urbano e sociale. Le immagini che i due artisti realizzano con video e fotografie sono fondamentalmente anti-realistiche, ottenute dal montaggio di dettagli presi da scenari esistenti, ma modificati e falsificati. Un grande cielo rosso può così sovrastare un paesaggio di periferia urbana, dove personaggi che non mostrano il proprio volto si specchiano in pozze d’acqua che riflettono altre immagini in un continuo gioco di rimandi. Un universo realistico, ma nel contempo inesistente, talmente vero da risultare falso, familiare eppure completamente estraneo e straniante.

Poi sono venuti apparendo personaggi solitari, un inizio possibile di storie di ordinaria condizione umana (infatti si sono aggiunti diaproiezioni, corti video, storyboard filmici con sottofondi di musica). Ma Botto e Bruno non sono interessati a narrazioni psicologiche o a denunce sociali. La loro è una visione esistenziale, una metafora del tempo. Dunque nessuna identificazione di ambienti: sottolineata dalla pratica dei wallpaper, gigantografie che rivestono intere pareti, quasi affreschi del contemporaneo.

l'impegno sociale dell'arte

“Think of my future now” è la frase scritta su un foglio stropicciato di carta che una ragazzina, con il viso coperto dai capelli e dal cappello, straccia. Questo è il momento saliente, finale, dell’ultimo video realizzato da Botto & Bruno, presentato il 20 novembre a Palazzo Strozzi nell’ambito della rassegna video “Cronaca”. Quest’opera è diventato anche lo spot dell’associazione sui diritti dei minori “La Sentinella” ed è proiettato in questo periodo nelle sale cinematografiche. “Pensa al mio futuro ora ” è l’urlo silenzioso del disagio delle periferie, le parole non dette che si leggono negli sguardi dei piccoli abitanti della “Suburbia” contemporanea.
Il lavoro di Gianfranco Botto e Roberta Bruno sulle problematiche dell’alienazione metropolitana – l’anno scorso i due artisti hanno partecipato alla Biennale di Venezia sul tema dell’umanità – s’inserisce in quel filone internazionale di ricerca che coniuga la pratica artistica all’etica e alla denuncia sociale. Anche Documenta di quest’anno – tutta improntata su tematiche sociali e politiche – ha confermato la tendenza di un impegno sempre più incisivo dell’arte in direzione di una riflessione planetare su disagi, sfruttamenti, guerre, povertà

Questo orizzonte nell’arte – in realtà già inaugurato a piene mani negli anni Sessanta da artisti come Joseph Beuys, Vito Acconci, il movimento Fluxus - pone alcune domande lecite e doverose. L’arte contemporanea può investirsi di un ruolo etico e ideologico solitamente baluardo della politica e dell’impegno sociale? E’ un’esigenza partorita dalla crisi dei valori, dal vuoto di contenuti nella cultura o si sta avviando un fenomeno di moda, una stagione artistica del “politically correct” destinata poi ad esaurirsi come tutte le mode? Il confine tra l’arte tout court e un’arte di pura denuncia è spesso confuso. Il rischio rimane quello di creare opere troppo esplicite nei loro contenuti e nelle loro dichiarazioni da divenire omologhi dei reportage televisi o fotografici.

In questo caso l’arte coinciderebbe con la pura informazione. Se invece l’arte mantiene nell’impegno etico e sociale quella dimensione peculiare del fare artistico che esprime la dimensione del reale attraverso le sue figure significanti (come, ad esempio, il simbolo) – conservando l’aura di poesia e di spiritualità tipiche dell’arte -, non si verificherebbero sovrapposizioni e confusioni nei diversi contesti.
Rispetto all’estero l’Italia è ancora ai margini di questa tendenza, anche se sempre più giovani sposano le cause dell’arte “engagé”. Le opere di Botto & Bruno sono l’esempio riuscito di come la denuncia si coniughi a meraviglia con la poesia dell’arte.