architecture


'the klein bottle house': rob mcbride


pubblicato da colore - 26 Ottobre, 2008 - 19:04
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the klein bottle house è stata realizzata da Rob McBride e si trova in Australia.
L'insolito arredamento per la casa è stato ispirato dal suo omonimo: la bottiglia di Klein. Un'invenzione del 19° secolo usata per dimostrare che una forma non è distinguibile dall'interno o dall'esterno.

La casa di recente ha vinto il "the harold desbrowe-annear award in architecture". Essa è fatta di cemento e fogli di metallo nero, che piegati creano una moltitudine di punti di vista.





schmap.com: fiera di bologna


pubblicato da colore - 25 Ottobre, 2008 - 10:42
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Schmap.com è un sito che fornisce guide turistiche di varie città sparse per il mondo.
Ad art-bit è stata richiesta ufficialmente di inserire nella Schmap Bologna Guide Fifth Edition, una foto che riguarda l'allestimento di un nostro stand "Landwood" della società Europavimenti, produttore di parquet al SAIE di Bologna.





international competition of solar tower design


pubblicato da colore - 2 Ottobre, 2008 - 08:52
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Sundrop Tower: Igeam primo premio per il miglior progetto all’International Competition of Solar Tower Design di Pechino

International Competition of Solar Tower Design
for 1MW solar thermal demonstration power plant at Badaling,
organized by Institute of Electrical Engineering, CAS
Construction Location: Dafutuo Village, Badaling town, Yanqing County, Beijing

La torre solare progettata per questo Concorso a partecipazione palese in Cina, su di un’area visibile dalla Grande Muraglia, richiedeva un “concept” per la realizzazione di una torre solare per la produzione di 1 Megawatt di energia.
L’idea è stata quella di produrre dal binomio torre/specchi, un unico organismo architettonico per la produzione di energia elettrica generata dal nuovo rapporto tra il campo solare (gli inseguitori) ed i “recivers” (le tre caldaie), posti sulla sua sommità.

Autori :

- Project designer:
Arch. Giuseppe Todisco





philips: bio-architetture sostenibili


pubblicato da colore - 5 Agosto, 2008 - 13:24
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Guarda il video
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La casa come un organismo vivente.

Le abitazioni del 2020. Off the Grid: organismi che dialogano con l’ambiente dal quale traggono acqua, aria, luce e calore. Un nuovo concetto di casa ecosostenibile e futuribile (tutte le foto a fine articolo).

Dopo gli elettro-tatuaggi e gli accessori sensibili e lumalive, è sempre la Philips a proporci un altro progetto, questa volta destinato alle abitazioni. Senza dubbio più utile dei precedenti e più attento alle problematiche ambientali contemporanee e future.

Si chiamano Off The Grid, Sustainable Habitat 2020, e sono le nuove bio-architetture progettate dalla PHILIPS. Ogni palazzo è progettato con una “pelle” particolare che, proprio come un essere vivente, reagisce e interagisce con l’ambiente, recupera le acque piovane, immagazzina calore, scherma o lascia passare tutta la luce che desideriamo, recupera energia pulita…

Le nuove architetture Off the Grid hanno un aspetto leggero alla vista e si integrano perfettamente all’ambiente circostante. La struttura esterna è formata da “pelli sensibili” capaci di mutare le proprie caratteristiche fisiche e regolare diversi aspetti come luce, aria, acqua ed energia. Vediamo come.

Il corpo Off the Grid, come si vede dalle foto, si manifesta con una struttura leggera caratterizzata da particolari “fiori” , nucleo fondamentale di tutto i lunzionamento bio-mimetico dell’edificio. A seconda delle necessità questi “fiori ” possono essere aperti (come dei fiori che sbocciano) per lasciar passare più o meno luce fino a rendere tutto l’appartamento completamente trasparente. Questo sistema riduce drasticamente l’utilizzo di luce artificiale in favore di quella naturale favorendo la salute ed il benessere psicofisico delle persone.

Aria. Sempre gli stessi “fiori “, destinati a lasciar passare più o meno luce, fungono anche da incanalatori di aria e vento. Il passaggio delle correnti di aria all’interno dei “fiori” genera energia pulita destinata ad alimentare l’edificio stesso fornendo, in più, aria pulita (depurata e privata di agenti allergici o tossici) per gli interni dell’edicifio e, grazie ai sistemi di canalizzazione, l’aria può anche essere raffreddata naturalmente (per i periodi estivi).

Acqua. Grazie ai “fiori” è possibile recuperare tutta l’acqua piovana e l’umidità presente nell’aria (anche nei periodi di siccità). Una volta purificata e filtrata è possibile riutilizzarla nel circuito chiuso della casa.

Rifiuti ed energia. I rifiuti organici vengono trasformati in energia di biogas utilizzabile per il riscaldamento dell’appartamento o dell’acqua per il lavaggio.

Il progetto è destinato alle megalopoli del 2020, in particolare alle emergenti megalopoli cinesi, ma immagino non ci dispiacerebbe avere edifici del genere anche in Italia.

articolo originale di Ivana, tratto dal link: architetturaedesign.it





london festival of architecture


pubblicato da colore - 23 Giugno, 2008 - 15:21
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Giunto alla terza edizione dal titolo intrigante ed esuberante - FRESH!- fresh thinking, fresh talent, fresh approach, fresh air and fresh food - il London Festival of Architecture 2008 intende soprattutto coinvolgere il grande pubblico. E lo fa puntando su iniziative curiose e attraenti come la navetta sul Tamigi che collega i punti caldi della manifestazione, gite collettive in bicicletta per la visita ai siti per le Olimpiadi del 2012 e “public picnic”, ovvero pranzi all’aperto per promuovere gli esperimenti di agricoltura urbana, appuntamenti aperti a chiunque sia interessato a conoscere meglio la metropoli e le sue opportunità.

Un approccio popolare e anti-accademico che mette sullo stesso piano il piccolo edificio temporaneo costruito in Bedford Square da una studentessa dell’Architectural Association e i progetti di professionisti di tutto il mondo, chiamati a esporre le loro opere in negozi e gallerie d’arte del centro, secondo il programma coordinato dal British Council in collaborazione con venti ambasciate.

Nell’immagine, la locandina della mostra Sustainab.Italy, dedicata agli edifici eco-sostenibili di architetti italiani: quaranta edifici eco-sostenibili - case, scuole, fabbriche e uffici – “che dimostrano come i giovani progettisti italiani rispondano alle montagne di immondizia e di discariche abusive con idee nuove e rispettose del territorio”, commenta il critico Luca Molinari che, con Alessandro d’Onofrio, ha selezionato i progetti e cura la mostra (patrocinata da Parc e ministero degli Affari Esteri) allestita in modo friendly nello show room londinese di Viabizzuno: senza foto né disegni, solo video e tanti modellini bianchi appesi al soffitto.





michel rojkind


pubblicato da colore - 16 Giugno, 2008 - 09:22
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Nel 2002 Rojkind ha aperto uno studio a Città del Messico, rojkind arquitectos, e già nel 2005 si è aggiudicato il riconoscimento della Architectural Record come una delle dieci firme più innovative nel panorama architettonico mondiale. Ad oggi, il suo curriculum vanta circa 15 progetti in Messico e molti altri sono in corso d'opera nel resto del mondo, senza dimenticare che è arrivato tra i primi in concorsi in Canada e Spagna.
La sua concezione architettonica è modernista organica.





clip/stamp/fold


pubblicato da colore - 11 Giugno, 2008 - 08:56
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the radical architecture of little magazines 196x–197x
november 12 – december 7, 2007
architectural association / london

La trasformazione radicale della cultura architettonica ha nell'esplosione della promozione delle riviste del settore, negli anni 1960 e 1970, un periodo di intense innovazioni e dibattiti.
Questo sito passa in rassegna la maggior parte dele riviste di questo periodo, che sono state pubblicate in più di una dozzina di città.'





maurice brill lighting design (MBLD)


pubblicato da colore - 6 Giugno, 2008 - 13:21
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Maurice Brill Lighting Design (MBLD) ha recentemente completato lo straordinario "Bahai Temple of Light" in Ande, Cile.
L'intenzione è quella di creare la luce come espressione, una cristallizzazione evanescente dettata dalla struttura in alabastro e vetro. Il tempio così trasmetterà una sensazione di sogno dove si potranno ammirare l'intera gamma dei fenomi di luce ed ombra.





tna japan architecture


pubblicato da colore - 5 Giugno, 2008 - 14:41
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La zona boschiva attorno a Karuizawa, a un'ora di macchina da Tokyo, è famosa per le case di villeggiatura. Oltre che per il fatto che qui i sogni più bizzarri degli architetti diventano realtà. I terreni per costruire le seconde case sono così richiesti da essere, a oggi, praticamente esauriti. Il risultato è che alcuni di questi edifici sono decisamente ammassati. E il luogo che fino a qualche anno fa veniva descritto come ideale per "una vita idilliaca in mezzo alla verde campagna", ha cambiato fisionomia. Chi desidera acquistare in questa zona ha una sola possibilità: costruire sulle ripide pendici delle colline, fuori dal piccolo villaggio di vacanza. Un esempio è Owners Hill, un'area che si è trasformata in un business decisamente redditizio. Qui Chie Nabeshima e Makoto Takei, di Tna Architects, hanno realizzato la Ring House, una scatola alta e rettangolare composta da cerchi - o anelli - trasparenti e opachi, circondata dagli alberi. Per via della luce, dell'umidità e della forte pendenza, gli architetti hanno optato per una struttura il più elevata possibile, che però non avrebbe rivelato la sua esatta altezza. Un edificio, insomma, in apparenza senza scala. "L'obiettivo era enfatizzare la vista, in ogni direzione e a qualsiasi livello", spiega Takei. "Volevamo che la casa risultasse perfettamente integrata nell'ambiente", aggiunge Nabeshima. La forma, estremamente grafica e inorganica, dell'edificio non era una scelta ovvia. Eppure ha funzionato benissimo. Come un misterioso codice a barre tridimensionale, l'abitazione è subito diventata tutt'uno con il bosco. L'altezza delle fasce opache coin-cide perfettamente con gli elementi presenti all'interno: pavimenti, credenze, scale, banconi, stufa e caminetto. L'effetto ricreato nella casa riduce fortemente la percezione spaziale. Chi la osserva da una certa distanza nota fasce scure che sembrano sospese a mezz'aria. Gli architetti sono particolarmente orgogliosi di questo metodo costruttivo, concepito insieme ad Akira Suzuki di Asa. "Le fasce opache, realizzate in legno laminato, formano l'ossatura, le pareti esterne, le decorazioni, i telai delle finestre e i lucernari", dice Takei. Il risultato è una sensazione di luminosità senza precedenti in un edificio fatto di legno. Prima di aprire lo studio Tna Architects, nel 2004, i curriculum di Makoto e Chie erano legati a un'altra coppia professionale. Per alcuni anni infatti hanno lavorato per Yui e Takaharu Tezuka, che all'epoca - tra il 2000 e il 2004 - erano ancora relativamente sconosciuti, mentre oggi sono tra i migliori giovani architetti del Giappone. Lo stesso si può dire dell'altro maestro dei due: Yoshiharu Tsukamoto dello studio Bowwow. Makoto Takei è stato un membro del suo famoso laboratorio all'Istituto di tecnologia di Tokyo prima di unirsi ai Tezuka. Con una simile formazione, e con il loro portfolio - breve ma degno di nota - Makoto e Chie ora sono pronti a fare concorrenza ai loro maestri.

.. dal settimanale DWeb di La Repubblica