paolo buonaiuto: short message culture



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Qui di seguito viene mostrato un estratto dell'articolo originale "Short message culture: l'elogio della rapidità dei flussi visivi" contenuto nella rivista Progetto grafico n.17.

... A Roma, nell’ambito del Festival del Cinema, si è svolto il VII° festival del short film. Un susseguirsi di micronarrazioni che osservano e svelano nuove frontiere di quella immagine in movimento che a seconda del tipo di messaggio sono suddivise in sei sezioni: Commercial, Short Films, Sound Design, Tv, Titles, Videoclip. Per essere ammessi al Viedram, gli short film devono avere una durata di più di 3 minuti e meno di 5...

... L’immagine, la grafica con le sue molteplici espressioni e applicazioni, nella nostra contemporaneità è una presenza trasversale.
Indipendentemente dalle intenzioni comunicative, le forme espressive più utilizzate riflettono l’articolazione tipica della produzione/percezione di significati del nostro quotidiano che sfociano in unico comune denominatore: l'immediatezza e la brevità.

... Gli short film sono veri e propri prodotti visuali ibridi, impuri, sincretici, nati dalle fusioni tra diversi linguaggi sonici e visivi, da contaminazioni elettroniche. Sono veri e propri prodotti della cultura consumistica e modello della nuova percezione, secondo la “temporalità accelerata” di Paul Virilio, delle nuove generazioni nate al tempo degli spot pubblicitari, di blob, dei trailer cinematografici, dei videoclip musicali. A questo si aggiunge il paradigma del web 2.0 che ha radicalmente influenzato il modo di lavorare e di interagire con le informazioni in rete e in particolar modo il caso youtube, il portale che ha basato tutto sul fenomeno della condivisione dei video: filmati reali o professionali.
Gli short film "invadono" e si impossessano dei territori dell'agire quotidiano, esibendo tutto il proprio appeal seduttivo dalle vetrine dei negozi di moda, negli spazi di transito delle stazioni ferroviarie, nelle hall degli aeroporti internazionali, nelle numerose installazioni che sfruttano il potere simbolico dei video-wall per riqualificare zone degradate del tessuto urbano, negli spazi dei grandi avvenimenti di massa (concerto live, avvenimento sportivo, manifestazioni politiche) o semantizzare ex novo spazi tradizionalmente deputati alla conservazione/esibizione di forme consolidate della cultura contemporanea (musei, gallerie, spazi espositivi)...

... Il segreto dell'economia del racconto è un’immagine. Nelle “Città invisibili” (1972), Italo Calvino ospita, nei confini del racconto breve, temi di una enorme densità concettuale come l'infinito, lo spazio, il tempo. Il risultato straordinario è la sua abilità di concentrarli in poche pagine grazie a una notevole precisione ed essenzialità espressiva. Riafferma il suo amore per le fiabe: “per l'economia, il ritmo, la logica essenziale con cui sono raccontate”, per lo stile laconico come rispetto della concisione e al tempo stesso come ricerca di efficacia narrativa e di suggestione poetica; “gli avvenimenti, indipendenti dalla loro durata, diventano puntiformi, collegati da segmenti rettilinei, in un disegno a zig-zag che corrisponde a un movimento senza sosta”. Calvino pensa all'oggetto della narrazione come ad una battaglia contro il tempo, contro gli ostacoli che impediscono o ritardano il compimento di un desiderio o il ristabilimento di un bene perduto...

... Per Paul Virilio “si manipola lo spazio con l’intervento sul luogo, campionando la musica, creando la fusione di generi con le immagini, la percezione visiva attraverso l’immobilità innaturale dell’occhio, la percezione corporea con la sparizione, il tempo come consapevolezza del presente, la velocità degli imput e dei messaggi.”
Siamo velocemente immessi in un sistema dove ognuno di noi è in grado di acquisire, trasformare e infine contaminare le informazioni. Ma la conseguenza è che “il flusso incessante dei dati emancipa dalla spazialità la materia e postula un abitare virtuale, in rete, immediato, implicando uno spostamento degli affetti, delle forze creative in un ambito compiutamente visivo” e aggiungerei, rapido e simultaneo come in un susseguirsi infinito di short film.

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