
Il lungo cantiere per il recupero e la trasformazione dell’ex cinema parrocchiale in struttura teatrale completa, ha prodotto sia l’adeguamento tecnico che la determinazione spaziale del teatro più importante di Roma per trecento posti a sedere.





- Razionalismo costruttivo: il rigore degli assi cartesiani
Struttura residenziale degli anni ’20.
L’edificio è caratterizzato dall’assenza di elementi esornativi e da un’evidenza strutturale.
- L’esigenza: “abitare” la modernità
Immettere nello spazio l’imprevisto, improntare una casualità che raccontasse artisticamente il momento storico in cui viviamo.
(spazio imprevisto)
- La risposta: la rivoluzione dello spazio
Il muro centrale irregolare ed obliquo, come in equilibrio precario, determina una distorsione spaziale verticale che assegna all’ambiente una conformazione completamente nuova. A partire da questa alterazione, tutta la pianta segue la stessa rotazione.
L’espressione creativa è arricchita dalla puntuale scelta delle tinte e dal trattamento delle pareti, che partecipano all’effetto di connotazione dei nuovi canoni abitativi.
In questa casa ricavata in un appartamento di periferia, il salotto e la cucina sono in rapporto mediato dalla parete inclinata che ruotando trascina con se il soffitto.
Una lieve rotazione in pianta moltiplica l’effetto spaziale.

In questo salone abbiamo realizzato un sistema bar, composto da un bancone articolato per un maggior sviluppo lineare in una minor superficie legato al sistema della controsoffittatura in proiezione lungo un fronte comune inclinato.

Fine International Seafood House (F.I.S.H.)
Il rito del sushi nel centro di Roma.
Nel cuore della Capitale si innesta la tradizionale cerimonia orientale del pesce con la sua sequenza ordinata di attività simboliche.
La trasformazione simbolica del mercato.
Attraverso una mistificazione dello spazio, l’ingresso del locale diventa una banchina a cui è attraccata una nave; i banconi si trasformano in chioschi per il ristoro.