
La Duna intesa come catalogo visivo e tattile del parquett rappresenta la sovversione del sistema espositivo tradizionale.
La piazza interna, il percorso sensoriale, l’area relax per i visitatori della Fiera, hanno reso lo stand altamente funzionale.

Fine International Seafood House (F.I.S.H.)
Il rito del sushi nel centro di Roma.
Nel cuore della Capitale si innesta la tradizionale cerimonia orientale del pesce con la sua sequenza ordinata di attività simboliche.
La trasformazione simbolica del mercato.
Attraverso una mistificazione dello spazio, l’ingresso del locale diventa una banchina a cui è attraccata una nave; i banconi si trasformano in chioschi per il ristoro.

Questo progetto è rimasto sulla carta ed ha subito una radicale trasformazione nella fase esecutiva e di cantierizzazione. Nella seconda fase del concorso Prati e Rattazzi ne hanno seguito l’evoluzione finale.
Il progetto è stato esposto al Beaubourg - Centro Pompidou a Parigi

In questo salone abbiamo realizzato un sistema bar, composto da un bancone articolato per un maggior sviluppo lineare in una minor superficie legato al sistema della controsoffittatura in proiezione lungo un fronte comune inclinato.

All’interno di un budget ridotto si sono realizzati gli arredi espositivi per le scarpe piegando quattro volte una lamiera laccata bianca per ottenere cubi illumunanti su ruote, mentre perterra il pavimento in assi gialle “contieni getto” ed il sistema a soffitto in amache d’alluminio, completa la finitura del negozio.

Il logo che diviene architettura.
Caratterizzazione degli uffici; progettazione e realizzazione di una parete-logo retroilluminata divisorio.

Lo stand Wall-Paper è un piccolo mondo fatto di carte sovrapposte che nasce dall’idea di rappresentare per simboli la realtà di appartenenza di Antalis.
La risma di carta, di uso comune tra gli addetti ai lavori e per questo facilmente riconoscibile, viene riproposta in un linguaggio metaforico, grazie al quale essa
diventa il tema base che si estende con naturalezza a tutto lo spazio.
Wall-Paper, la parete di carta, è un modo originale e spettacolare di concepire l’esposizione, una scenografia densa di significato che permette di trasformare l’intera area disponibile in un potente
veicolo di comunicazione.
Il progetto, è stato selezionato dal concorso "Creatives are bad" 2009 come uno dei migliori lavori scartati dai clienti.
Per le piccole lampade “oggetti di design” dell’azienda, una moltitudine di piani espositivi a differenti quote lungo il percorso espositivo. A soffitto il negativo come volume integrato per l’illuminazione puntuale dell’esposizione sottostante.

Rappresentazione tridimensionale degli spazi concepiti per il layout Nazionale.

Interior design; progettazione e realizzazione arredi.

Comar nasce nel 1982 e si posiziona nel settore delle Pareti Attrezzate e Divisorie e arredi per ufficio. E' da sempre riconosciuta come "partner problem solving" dalla propria clientela.
La caratteristica principale della Comar, oltre alla continua ricerca tecnologica e di design per lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi, è la flessibilità che la contraddistingue.
Concorso di progettazione
Per la realizzazione di edifici sperimentali di edilizia residenziale pubblica a basso impatto ambientale ed a forte contenuto innovativo,
Ater Rovigo
Il progetto prevede l’Umi intesa di quattro alloggi serviti da un vano scale con ascensore, per consentire diversi accorpamenti, specchiature e rotazioni, similmente a quanto accade in natura, ad esempio nelle corolle
Floreali. Le Umi sono perciò singoli edifici studiati appositamente per essere uniti e posizionati nel lotto ipotetico, secondo l’unica invariante della massima captazione solare e dell’integrazione con l’ambiente.
Ecco quindi che anche il singolo involucro esterno si conforma a tale scopo, inclinandosi su 3 angolazioni al duplice scopo di offrire alla radiazione solare la maggior superficie possibile e all’utente ampi spazi di
Interazione con il paesaggio (balconi e logge), oltre all’autosufficienza energetica (economia di esercizio e nessun impatto sull’ambiente). All’interno dell’umi sono poi possibili diverse configurazioni tipologiche, con tagli da 45/50 mq a 80/90 mq., con visuali ed aperture su almeno due fronti contrapposti (per una miglior aerazione naturale e benessere interno). La disposizione sul lotto a “fiore”, si avvantaggia delle superfici inclinate consentendo un attacco a terra a debole terrapieno (di altezza non superiore a 1,50 m e pendenza inferiore al 10%) che ha la doppia funzione di ottimale inserimento nel contesto (il verde diviene parte
Integrante dell’edificio stesso) e di occultamento del piano terra adibito a parcheggi pertinenziali coperti (anche attraverso un leggero dislivello tra fronte e retro, di circa 50 cm, risolto con pendenze inferiori all’8%). In tal modo si ottengono i posti auto coperti necessari (anzi, quattro in più per ogni umi, o cantine), si integrano edificio ed area di sedime, si coniuga costruito ed ambiente, si nascondono alla vista le auto, pur garantendo
La massima funzionalità (pilotis e setti garantiscono la totale fruibilità del piano; entrata, scale ed ascensore permettono un agevole accesso a chiunque). E’ in questo contesto che si sono uniti due elementi spesso
Disgiunti: captazione delle radiazioni solari (celle solari fotovoltaiche) ed integrazione estetica dei pannelli fotovoltaici (non quindi nel singolo elemento tecnico come frangisole, coppi oppure in una struttura autonoma spesso da occultare). Forma e funzione dialogano in un rimando reciproco continuo, risolvendosi l’una nell’altra vicendevolmente.
Razionalizzando il sistema espositivo si è giunti al progetto di tre elementi modulari base della composizione per lo stand da realizzare in metacrilato sagomato come supporti illuminati ed illuminanti per le lampade in esposizione.

- Razionalismo costruttivo: il rigore degli assi cartesiani
Struttura residenziale degli anni ’20.
L’edificio è caratterizzato dall’assenza di elementi esornativi e da un’evidenza strutturale.
- L’esigenza: “abitare” la modernità
Immettere nello spazio l’imprevisto, improntare una casualità che raccontasse artisticamente il momento storico in cui viviamo.
(spazio imprevisto)
- La risposta: la rivoluzione dello spazio
Il muro centrale irregolare ed obliquo, come in equilibrio precario, determina una distorsione spaziale verticale che assegna all’ambiente una conformazione completamente nuova. A partire da questa alterazione, tutta la pianta segue la stessa rotazione.
L’espressione creativa è arricchita dalla puntuale scelta delle tinte e dal trattamento delle pareti, che partecipano all’effetto di connotazione dei nuovi canoni abitativi.
In questa casa ricavata in un appartamento di periferia, il salotto e la cucina sono in rapporto mediato dalla parete inclinata che ruotando trascina con se il soffitto.
Una lieve rotazione in pianta moltiplica l’effetto spaziale.

Studio dell'identità: logo, corredo, caratterizzazione locale, progettazione e realizzazione arredi, ideazione e cura degli eventi musicali.

Il lungo cantiere per il recupero e la trasformazione dell’ex cinema parrocchiale in struttura teatrale completa, ha prodotto sia l’adeguamento tecnico che la determinazione spaziale del teatro più importante di Roma per trecento posti a sedere.

Il ricevimento del pubblico. Il sistema a penisola nata dal pilastro esistente, cambia di senso lo spazio e porta con se il controsoffitto per l’illuminazione diretta.